Le muffole calde di Beatrice

Età 3–5

Al parco innevato, Beatrice si accorge che i guanti di un amico sono fradici e, con un sorriso caldo, apre lo zainetto per dividere con lui un paio di guanti di pile asciutti.

La copertina di «Le muffole calde di Beatrice»

La neve cadeva leggera sul parco di Beatrice, bianca e lenta, in un dolce turbinio. «Mani calde, cuori caldi», diceva sempre la nonna. Beatrice chiuse bene la cerniera dello zainetto a forma di rana e scese per il sentiero spalato, con gli stivali che scricchiolavano nel freddo.

Quella mattina, sulla porta di casa, le mani con le muffole della nonna avevano aiutato Beatrice a infilare in fondo allo zainetto a forma di rana un paio di muffole di pile color panna. «Non si sa mai: magari a qualcuno servono due mani calde», aveva detto. E Beatrice aveva fatto sì con la testa, tutta orgogliosa di essere pronta.

La mano con la muffola della nonna stringeva quella di Beatrice mentre attraversavano il piccolo ponte di legno. «Attenta, piedino veloce», disse, e gli stivali di Beatrice fecero crick, crick, crick sulle assi gelate.

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