Tommaso e il mistero della torre dell'orologio muta
Età 6–8
Quando la amata torre dell'orologio smette di suonare a mezzogiorno, Tommaso sale la scala a chiocciola con una lente d'ingrandimento e un taccuino per risolvere il caso, un indizio alla volta.

Ogni giorno, a mezzogiorno, la torre dell'orologio suonava per tutta la piazza: DONG, DONG, DONG! Ma oggi niente. Solo silenzio. I negozianti alzarono lo sguardo. I piccioni volarono via di scatto. «Che strano», disse Tommaso, appoggiando la mano sulla sua lente d'ingrandimento. «Gli orologi non si fermano mica senza motivo.» Tasca abbaiò una volta sola, come per dire che era perfettamente d'accor
«Dicono che gli ingranaggi siano rotti per sempre», sussurrò il vecchio signor Gino dal suo carretto della frutta. Tommaso scosse la testa. «Ma non lo sappiamo ancora. Prima si guarda.» Tirò fuori il suo piccolo taccuino di pelle e scrisse: MEZZOGIORNO. NIENTE RINTOCCHI. PERCHÉ? Tasca annusò il pesante portone di legno della torre, scodinzolando veloce.
Il portone si aprì con un cigolio e apparve una scala a chiocciola che saliva nell'ombra. «Attento, eh», disse una voce. Era la signora Ornella, l'orologiaia del paese, con la cintura degli attrezzi che tintinnava. «Qualcosa lassù ha fermato i miei ingranaggi. Vuoi aiutarmi a scoprire cosa?» Gli occhi di Tommaso si illuminarono. «È proprio per questo che ho portato la mia lente d'ingrandimento.»



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