Beatrice e il quadro scambiato
Età 6–8
Durante una gita scolastica nella grande galleria della città, Beatrice, con il suo fiuto speciale, scopre un indizio che nessun altro nota, e deve trovare il coraggio di parlare prima che lo scambio segreto di un falsario d'arte svanisca per sempre.

«Ala Tre, ragazzi: la casa dei nostri tesori più antichi!» annunciò Nina, guidando la classe lungo il corridoio di marmo che rimbombava. Beatrice correva avanti saltellando, con la lente d'ingrandimento che dondolava appesa al cordino verde, gli occhi spalancati davanti a ogni cornice dorata. Quella gita era già emozionante. Quali tesori l'aspettavano dietro l'angolo?
Si fermarono davanti a un enorme ritratto di un vecchio capitano di mare dall'aria severa, dipinto nel 1850. «Questo è il mio preferito» disse Nina con orgoglio. Beatrice si avvicinò, sfilò la lente dal cordino e osservò da vicino gli occhi dipinti del capitano. Qualcosa in quel quadro stuzzicava la sua curiosità, ma cosa?
A un tratto Beatrice annusò l'aria. «Un momento... sa di vernice» sussurrò. «Vernice fresca.» Anche arricciò il naso. «I quadri antichi non hanno questo odore, vero?» Beatrice scosse piano la testa, facendo ondeggiare le trecce. «La vernice fresca non mente» mormorò, quasi tra sé. C'era qualcosa di molto strano nel ritratto del capitano.



Crealo con il nome e la foto di tuo figlio · Sfoglia la Biblioteca delle Storie