Edoardo e la seconda scalata
Età 6–8
Quando la paura dell'altezza blocca Edoardo a metà della parete di arrampicata, lui deve imparare a respirare, a concentrarsi solo sulla prossima presa e a riprovare, per riuscire finalmente a suonare la campanella in cima.

Edoardo amava la palestra di arrampicata più di qualunque altro posto al mondo. Oggi era davanti alla parete più alta, quella con la campanella dorata che brillava lassù in cima. «Solo la prossima presa», sussurrò, mentre si metteva il magnesio sulle mani.
L'allenatrice Sara controllò l'imbracatura rossa di Edoardo con un leggero strattone. «Cinghie ben strette?», chiese. «Strettissime!», sorrise Edoardo, agganciando il suo ciondolo con il fischietto d'argento per portare fortuna. Dalle materassine, Matteo, un bambino di otto anni robusto, con i capelli ricci castani e corti, le lentiggini e una maglietta da arrampicata arancione acceso, lo salutò c
Su andò Edoardo! Mano, piede, mano, piede. Solo la prossima presa, si disse. Le prese blu lasciarono il posto a quelle gialle, poi a quelle arancioni. Il cuore di Edoardo batteva contento a ogni passo. Le materassine, lì sotto, diventavano sempre più piccole, piccole, piccole.



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