Vittoria e la Cintura Nera della Gentilezza

Età 6–8

Nel giorno in cui Vittoria sostiene l'esame per la cintura nera junior, scopre che la mossa più forte di tutto il dojo è inginocchiarsi per aiutare chi è più piccolo.

La copertina di «Vittoria e la Cintura Nera della Gentilezza»

Il giorno era arrivato. Vittoria era in piedi sul pavimento color miele, con il cuore che le batteva forte sotto il dobok bianco e inamidato. Tavolette da spezzare. Forme da mostrare. Il maestro Choi che osservava ogni suo respiro. «Sei pronta?» le chiese. Vittoria annuì e posò sullo scaffale lì vicino il paracolpi blu con le stelle cucite.

Per prime vennero le forme. Vittoria si muoveva come l'acqua che trova la sua forma: pugno, giro, parata, respiro. Forte. Salda. Gentile. Gli occhi del maestro Choi la seguivano in silenzio, osservando ogni suo gesto attento.

Poi vennero le tavolette. Tre assi spesse aspettavano, tenute ferme dalle mani di un compagno o di una compagna. Vittoria fece un respiro, ricordando tutti i colpi di allenamento che l'avevano portata fin lì. «Quando vuoi», disse il maestro Choi. Nella sala calò il silenzio.

Pagina 1 di "Vittoria e la Cintura Nera della Gentilezza"Pagina 2 di "Vittoria e la Cintura Nera della Gentilezza"Pagina 3 di "Vittoria e la Cintura Nera della Gentilezza"

Crealo con il nome e la foto di tuo figlio · Sfoglia la Biblioteca delle Storie