Matteo e l'immersione nella fossa più profonda

Età 6–8

In un piccolo sommergibile accogliente, insieme a una copilota di cui fidarsi, Matteo comanda il braccio robotico e il drone sonar per esplorare le sorgenti luccicanti e le sorgenti fredde sul fondo della fossa più profonda dell'oceano.

La copertina di «Matteo e l'immersione nella fossa più profonda»

A Matteo piacevano le cose profonde: i buchi profondi, i cassetti profondi, la parte più profonda della piscina. Così, quando la capitana Odalys disse: «Sei pronto a vedere il posto più profondo della Terra?», Matteo afferrò la sua bussola d'ottone e non batté ciglio. «Pronto», disse Matteo. «Andiamo giù.»

Dentro, la cabina di pilotaggio era accogliente e piena di quadranti luminosi. La capitana Odalys si allacciò la cintura accanto a Matteo. «Mani ferme», disse, toccando il suo distintivo a forma di bussola. «Cuore saldo», rispose Matteo, e toccò due volte la sua bussola d'ottone per portare fortuna, come faceva sempre.

Il portello si chiuse con un leggero sibilo. Giù, giù, giù affondò il Nautilus Perla, oltre l'acqua verde e soleggiata, poi blu, poi nera. «Tieni d'occhio il manometro», disse la capitana Odalys. «Ci dice con quanta forza l'oceano preme sul nostro scafo.» La lancetta saliva sempre di più.

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