Riccardo e il mondo minuscolo nella goccia di stagno

Età 6–8

Quando Riccardo fa cadere una goccia d'acqua di stagno sullo schermo luminoso di un microscopio digitale, si immagina di rimpicciolirsi e di nuotare insieme a un paramecio ridanciano, a un'ameba timida e a un tardigrado spavaldo di nome Trundle, e di disegnare la mappa di un intero universo nascosto

La copertina di «Riccardo e il mondo minuscolo nella goccia di stagno»

«Una piccola goccia... un MONDO intero!» sussurrò Riccardo, facendo cadere con la punta di una matita una goccia d'acqua dello stagno sul vetrino del microscopio digitale. Lo schermo sfarfallò, poi si accese di un verde brillante. Riccardo si chinò in avanti, con il ciondolo d'ottone che dondolava e gli occhi spalancati per la meraviglia. Che cosa poteva nascondersi in una goccia d'acqua così picc

Lo schermo ingrandì l'immagine: quaranta volte, poi cento! Piccole forme si misero a guizzare. «Più piccolo della punta di un ciglio», lesse Riccardo ad alta voce, scrivendo i numeri sul suo quaderno. All'improvviso la luce lo avvolse come acqua tiepida, e la cucina svanì. Una piccola goccia... un MONDO intero!

Quando la luce si calmò, Riccardo galleggiava dentro la goccia, piccolo come un granellino, e scivolava tra filamenti luminosi di alghe. Un tipetto tondo e paffuto passò con un tonfo su otto zampette tozze. «Mi chiamo Trundle!» annunciò fiero. «Sono il più duro di tutta la goccia, e non dimenticarlo!»

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