Gabriele e l'Osservatorio degli Ingranaggi

Età 6–8

Quando il meccanismo a orologeria dell'vecchio osservatorio si ferma proprio nella notte di una rara pioggia di meteore, Gabriele deve scegliere l'ingranaggio giusto, dente dopo dente, e riparare tutto prima che lo spettacolo del cielo sfugga via.

La copertina di «Gabriele e l'Osservatorio degli Ingranaggi»

Ogni martedì sera, Gabriele saliva i cento gradini a chiocciola fino alla cupola dell'osservatorio, dove la dottoressa Elena Moretti vegliava sulle stelle. «Tic Tac mi aiuta a contare le stelle da quando ero piccola come te», diceva sempre. Quella sera era speciale: stava arrivando una pioggia di meteore, e il grande telescopio doveva seguire il cielo tutto da solo, tic, tic, tic.

«Questa rotellina si chiama scappamento», disse la dottoressa Elena, allungando il braccio per indicare una piccola ruota che ticchettava dentro il meccanismo. «Fa girare gli ingranaggi a scatti piccoli e regolari, così il telescopio scivola dietro le stelle senza un solo sobbalzo.» Tic Tac ronzò contento. «Tic, tic, tic!» cantò, contando ad alta voce ogni scatto.

All'improvviso, in fondo al meccanismo, qualcosa fece un triste, piccolo «clong» e si fermò. Il telescopio si bloccò a metà giro, puntato su un cielo vuoto. «Oh no», disse la dottoressa Elena. «L'ingranaggio grande ha perso i denti. Senza uno nuovo, ci perderemo tutta la pioggia di meteore!»

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